venerdì, 13 novembre 2009
I CONCORSO INTERNAZIONALE DI POESIA, RACCONTO BREVE E FOTOGRAFIA
“IO NON AMO”
• In occasione della seconda edizione di “TIPICAMENTE SULMONA – LA VETRINA DELLA VALLE PELIGNA” che si svolgerà nei giorni 28-29-30-31 Dicembre 2009 presso la Rotonda di San Francesco della Scarpa e Cortile Palazzo San Francesco in Sulmona (Aq) e contestualmente all’uscita del primo romanzo di Jacopo Lupi “IO NON AMO”, l’associazione Città Viva è lieta di organizzare un concorso artistico internazionale diviso in tre distinte sezioni: POESIA, RACCONTO BREVE E FOTOGRAFIA.
• Il concorso"Io non amo" vuole raccogliere le poesie, i racconti e le immagini fotografiche degli artisti nazionali ed internazionali, dal tema “Io non amo: pianeta giovane, sesso, droga e altri passatempi per non amare mai”. Il tema delle opere da inviare dovrà essere quindi l’amore e il non amore, inteso nelle sue forme più varie e diverse: giovani oggi, solitudine, emarginazione, genialità, introspezione, sesso, droga e tutte le sfumature e declinazioni ad esse associabili.
• La partecipazione è ASSOLUTAMENTE GRATUITA e aperta a tutti senza limiti di età. Le opere potranno essere edite o inedite, o premiate ad altri concorsi, purché originali dell'autore.
SEZIONE POESIA:
• Gli autori dovranno inviare al massimo 3 diverse poesie, in una copia, allegando in calce i propri dati personali: nome, cognome, età, domicilio, recapito telefonico, e-mail (solo se diversa da quella con cui si è inviata la poesia). La poesia non ha né limite di versi né di stile. L'unica indicazione è che tratti, nel modo ritenuto opportuno dall'autore, il tema “Io non amo: pianeta giovane, sesso droga e altri passatempi per non amare mai”
• Le poesie possono essere inviate esclusivamente via e-mail,all'indirizzo jacopo.lupi@hotmail.it
SEZIONE RACCONTO BREVE:
• CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE: Si può partecipare con un solo racconto breve per autore, RIGOROSAMENTE INEDITO, in una delle seguenti lingue: italiano (dialetti compresi), inglese, castigliano. Per i racconti in lingua straniera o per i dialetti di difficile comprensione è richiesta una traduzione in italiano anche non accurata, in modo da facilitare la lettura.
• TEMI: “Io non amo: pianeta giovane, sesso droga e altri passatempi per non amare mai”. Il tema dei racconti da inviare dovrà essere quindi l’amore e il non amore, inteso nelle sue forme più varie e diverse: giovani oggi, solitudine, emarginazione, genialità, introspezione, sesso, droga e tutte le sfumature e declinazioni ad esse associabili. NOTA: il racconto potrebbe toccare più di un tema tra quelli indicati.
• LIMITI REDAZIONALI: Gli elaborati non dovranno superare le 3 cartelle. Per cartella si intende una facciata di foglio A4, margini non inferiori a 0.5 cm, carattere Garamond 16.La prima facciata deve recare nome e cognome completi dell’autore. Nel caso in cui un autore riconoscesse particolarmente attinente al tema un suo elaborato di lunghezza di poco superiore, può fare richiesta motivata di accettazione.
• I racconti possono essere inviate esclusivamente via e-mail,all'indirizzo jacopo.lupi@hotmail.it
SEZIONE FOTOGRAFIA:
Le opere potranno essere a colori o in bianco e nero. La partecipazione è libera, gratuita e aperta a tutti i fotografi dilettanti o professionisti, residenti in Italia o all’estero. Il numero massimo di opere per autore è limitata a 3 (tre) fotografie della grandezza massima di 3 MB ciascuna.
• Le fotografie possono essere inviate esclusivamente via e-mail,all'indirizzo jacopo.lupi@hotmail.it
IL CONCORSO PER TUTTE LE CATEGORIE HANNO LA SCADENZA TASSATIVA DEL 24 DICEMBRE 2009
GIURIA:
• La giuria per tutte e tre le sezioni è composta da Simone Ardini ( responsabile artistico ass. Città Viva), Jacopo Lupi (autore del libro “IO NON AMO”) e dal giornalista Antonio Ranalli (presidente di giuria).
• I PREMI:
VINCITORE ASSOLUTO SEZIONE POESIA:
• Copia del libro “Io non amo” ricevuta e autografata direttamente dall’autore; attestato di merito; contestualmente allo svolgimento della manifestazione “TIPICAMENTE SULMONA” un attore di teatro reciterà l’opera in pubblico citandone l’autore e la sua biografia.
VINCITORE ASSOLUTO SEZIONE RACCONTO BREVE:
• Copia del libro “Io non amo” ricevuta e autografata direttamente dall’autore; attestato di merito; visibilità del racconto online nel blog ufficiale e nei siti dell’autore del libro “IO NON AMO”
VINCITORE ASSOLUTO SEZIONE FOTOGRAFIA:
• Copia del libro “Io non amo” ricevuta e autografata direttamente dall’autore; attestato di merito; contestualmente allo svolgimento della manifestazione “TIPICAMENTE SULMONA” la foto sarà in mostra, con notizie sull’autore, per tutta la durata dell’evento.
• VISIONE DEI RISULTATI :
I Risultati del concorso saranno comunicati su www.luja.splinder.com I finalisti saranno inoltre contattati via e-mail o telefonicamente. Info: jacopo.lupi@hotmail.it
Informativa ai sensi della Legge 675/96 sulla Tutela dei dati personali. Il trattamento dei dati, di cui garantiamo la massima riservatezza, è effettuato esclusivamente ai fini inerenti il concorso cui si partecipa. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo e gli interessati potranno richiederne gratuitamente la cancellazione o la modifica.
Luja85 alle ore
12:16 | |
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Ti guardavo. Mi piace guardarti e sentire di nascosto il tuo profumo, ma questo già lo sai. Ti ho guardato molto anche la sera che ti ho conosciuto, che ricordo ancora, che non scorderò mai
Luja
Luja85 alle ore
15:34 | |
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TI GUARDAVO
Ti guardavo. Mi piace guardarti e sentire di nascosto il tuo profumo, ma questo già lo sai. Ti ho guardato molto anche la sera che ti ho conosciuto, che ricordo ancora, che non scorderò mai. Era una sera stanca, non avevo neppure voglia di bere quella birra doppio malto che mi fa impazzire. Parlavo distrattamente con i miei amici delle solite cose. Tutto quello che desideravo era stare in casa a leggere un libro, ma poi, la necessità di provare a sorridere, anche in una sera malinconica come quella, mi ha fatto convincere ad uscire dal mio letargo dell’anima. Nel locale in cui eravamo andati c’era molta gente che conoscevo ma che non avevo voglia di salutare ne tanto meno fermarmi a parlare. Qualche parola, qualche sorriso, qualche battuta e niente più. Già sognavo il mio letto, dove mi aspettavano i mille pensieri che si assiepavano nella testa come tarli divoratori di vita. Mi convinsi. Volevo andare via e lasciare ai miei amici il resto della serata, forse loro ne avrebbero fatto un uso migliore del mio o, forse, avrebbero semplicemente perso più tempo di me, ma non mi importava. Presi le sigarette ed uscì dal locale. Accesi una camel light e cominciai a guardare e studiare il fumo che mi usciva dalla bocca. Tutto come sempre. La porta del locale si aprì e venne fuori una amica che conoscevo bene e dietro di lei c’eri tu. Ti guardavo. Mi piace guardarti e sentire di nascosto il tuo profumo, ma questo già lo sai. Qualcosa dentro me si mosse. Ero attratto dalla tua figura e non riuscivo a capacitarmene. I tuoi occhi. Si, sono stati i tuoi occhi a violentare il mio stato d’animo nero e rischiararlo di luce propria in una serata che non doveva proprio esserci ma che ringrazio il destino che ci sia stata. Sembrava che il cielo in quel momento stesse organizzando il tutto alla perfezione per far incrociare due cammini diversi e divertirsi a farli camminare insieme. Il tuo profumo è rimasto intatto da quella sera e le tue mani sono ancora ancorate alle mie. A volte uno sguardo è solo un istante. Quella volta il tua sguardo divenne una vita intera in una frazione di secondo. Sentivo che dovevo baciarti. Dal bacio si capiscono molte cose sai. Si capisce ad esempio se la persona che hai di fronte è lo stampo perfetto che si adagia a te in tutte le sue parti; si capisce se quella persona potrai amarla; si capisce se quella persona non la rivedrai mai più. Su quella macchina che ci stava riportando a casa, quella notte folle, io, avevo paura di baciarti. Avevo paura che baciandoti potessi scoprire che era stato solo un sogno l’averti incontrato; tutto organizzato da una notte che non voleva mandarmi a dormire. Avevo paura che l’indomani sarebbe rimasto solo un bacio e niente più: un filo sottile nei reticoli di un cielo senza stelle. Non ebbi più dubbi quando ti presi tra le braccia e sfiorai le tue labbra con le mie. Fu un incontro perfetto di due anime che giocano tra loro. Subito dopo presi a guardarti. Ti guardavo. Mi piace guardarti e sentire di nascosto il tuo profumo, ma questo già lo sai. Poi la notte arrivo e capì subito che quello, era un sogno dal quale non ci saremo svegliati più…..
Luja
Luja85 alle ore
14:28 | |
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E' STATA LA MIA VITA
Era splendida al buio. Il suo corpo nudo e bianco faceva quasi luce, era come una coperta che ci nascondeva perfetti e uniti in un vortice di emozioni semplici. Non era un abbraccio quello che cercavamo di gesticolare alla buona, ma era un corpo unico che sembrava stesse facendo l’amore da solo; come un fai da te su due corpi, per intenderci. Non lo so spiegare diversamente. Era una ballata di Giovanni Allevi; era una montagna innevata sopra una vallata di fiori primaverili; era un acuto di Maria Callas con il pubblico in leggera e silenziosa ammirazione; un quadro del primo Degas; era tutto. Stavamo facendo l’amore prima ancora di farlo, e la penetrazione, secondo me, avrebbe solo rovinato quel momento di pura unione e di sentimento vero; infatti, quando penetrai, non durai neanche tre secondi netti. Ero stanco e avevo un cerchio alla testa enorme che neanche immaginate. Un fallimento direste voi. Io dico di no. I nostri corpi erano talmente in simbiosi che avevamo raggiunto l’orgasmo prima ancora di provare a far l’amore. Lei era felice come se avesse raggiunto l’apice anche lei, e come se fosse stata una notte di sesso continuato senza staccarci nemmeno per mangiare o respirare un pò. Non mi accesi la classica e banale sigaretta e non la spinsi a rivestirsi in fretta come facevo con tutte, quella sera sembrava diversa, quella sera io ero io, e lei, era solo mia. Le coccole era la parte del sesso che odiavo di più, credetemi, prima di quella sera fatta di luci e carezze, prima di quella sera fatta di scambio di corpi e fluidi incandescenti. Ma in quel momento la cosa che mi venne più naturale da fare, prima di chiederle scusa per la scarsa prestazione, fu di abbracciarla talmente forte da regalarle un paio dei miei battiti di cuore leggermente accelerato. Quel abbraccio si è stampato sulla pelle come una bruciatura o un livido indelebile. Ho ancora la forma delle sue mani sulla schiena. Dormimmo così tutta la notte, e la mattina non sentì neanche quello straziante formicolio al braccio che avevo lasciato sotto la sua testa; il sangue non mi circolava più e quasi trattenevo il respiro per non svegliarla. Ma era tutto così dannatamente bello, così perfetto e immobile da sembrare irreale..….
Era splendida vederla attraverso la luce che filtrava dalla finestra in fondo, appena accanto ai suoi vestiti buttati sulla poltrona bianca. Il suo corpo nudo ora mi abbagliava talmente forte da penetrare nella retina tanto da bruciarla al semplice contatto. Tutto in una sera. Tutta la mia vita in tre secondi. Avrei voluto far l’amore con lei per tutta la vita. E non, come facevo di solito, smettere di vedere una donna quando il pacchetto di preservativi da cinque finiva. Con lei era diverso, cazzo. Avrei comprato pacchi da trecentosessantacinque preservativi ogni anno. Avrei fatto l’abbonamento annuale in farmacia. Ma che dico, avrei voluto comprare una fabbrica di preservativi tutta mia. Non a scopo di lucro, ma per uso personale. Era tutto dannatamente bello. Quella sera, senza paura, posso dire che è stata la mia vita.
Luja
Luja85 alle ore
13:35 | |
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mercoledì, 25 febbraio 2009
Questo avrei voluto dire
Sono felice, o almeno ci spero. Ti ho amato davvero con tutto me stesso e so che questo tuo gesto è frutto della disperazione e della rabbia che hai, non per altro credo. Lo fai per me; perché mi ami anche più di tutte le finzioni che mastichiamo giorno per giorno in questo parco giochi che è la vita; mi ami oltre le immagini che danno alla televisione; oltre le menzogne dell’autoscontro o della slot machine. Com’è la vita? Come una ruota panoramica che gira; per tutti c’è un punto in alto, l’apice, da dove guardi il mondo e ti sembra infinitamente più piccolo di te e sei invincibile; e per tutti c’è un punto di fondo, da dove ti sembra impossibile risalire, anche se ci provi con tutte le tue forze. Ora siamo lì, sotto noi stessi e forse non risaliremo mai più, ma mi piacerebbe lo stesso crederci, anche solo per un attimo. La tua mano piccola nella mia, che ora non controllo più, è stata il filo sottile che mi ha legato a te fino ad ora. Non piangere, non serve, non fin quando almeno non lo farò io per primo. E’ difficile, lo so, ma niente è stato semplice, ed ora, niente può fare eccezione credo. Ho capito cosa è l’amore, ho amato tutto di te e sono contento di essermi bagnato nel mare nero dei tuoi occhi impenetrabili e sinceri, come una luna scura che nasconde una vita intera inimmaginabile. Non mi mancherà nulla perché ho avuto tutto da te, e continuerai a darmi tutto anche quando saremo stanchi di noi, anche quando sarai stanca del mio ricordo e di me stesso. Non si può continuare a riempire un bicchiere già pieno, ed io, sono già pieno di te. Fallo. Bevi ogni goccia della mia vita e diventerà tua per sempre.
Questo avrei voluto dire ma non dissi niente; ma, tramite la sua mano calda che sentivo appena, ci dicemmo tutto in un sorriso; poi non so cosa successe dopo. Era tutto così talmente confuso nella stanza bianca. Era tutta una musica veloce il mio corpo. Era tutto un vortice segreto la mia testa ormai spenta dal silenzio del rumore che mi ovattava dal mondo esterno, e non controllavo nemmeno i miei pensieri. Il mio corpo non mi rispondeva più. Fu solo un attimo. Un attimo ancora e poi sarebbe stato solo silenzio.
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Luja
Luja85 alle ore
11:37 | |
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domenica, 18 gennaio 2009
Luja85 alle ore
15:52 | |
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Ero felicissima ma dentro di me qualcosa si muoveva
Di nuovo lunedì. Quel lunedì era l’anniversario di Erzulia, la dea del sesso.
Non credevo ad una sola parola di quella assurda storia e delle credenze della gente, così mi preparai per Paolo, non pensando a quello che facevo ne tantomeno a quelle stupide idiozie. Non ci credevo, ma senza rendermene conto imbandii la casa con ceri e fiori profumati. Preparai il letto con una dovizia e cura che mai mi sarei immaginato di usare fino a quel giorno diedi un tocco di fascino all’ambiente con un gioco particolare di luci soffuse e musica leggera in sottofondo. Preparai la tavola sperando che Paolo accettasse di restare a cena da me e cucinai cibi afrodisiaci e leggeri. Non pensavo ad Erzilia ma era come se stesse guidando i miei pensieri e le mie azioni. Ero stata suggestionata irrimediabilmente.
Quel lunedì, come al solito, Paolo fu puntuale.
“Paolo!”
“Ciao Maria, vedo che mi hai ascoltato…”
“Veramente non so neanche io perché ho fatto tutto questo….non penso di credere a queste cose.”
“Te l’ho detto, non serve crederci o meno…ci sono e basta.”
Stavamo parlando di come avevo iniziato a fare questo mestiere e di come ero finita a Bologna; ad un tratto il calore della sua mano sulla mia, un attimo intenso come lo sbatter d‘ali di un moscone invadente; deciso come un solco sul selciato del mio straziato cuore. Silenzio. Poi la sua mano salì sul mio braccio con quella delicatezza che solo la seta più pura può conoscere e invidiare; il soffio leggero dalla sua bocca che sale fino a sfiorarmi le spalle; il mio sguardo che lo invita a salire nel mio letto e lui, come assuefatto dalle stesse emozioni, che si spinge su di me.
Perfettamente nudi. Le sue mani continuavano a sfiorare il mio corpo e io sfioravo il suo. Le gambe erano attorcigliate l’un l’altre e il calore improvviso sul mio ventre trovava appagamento con il caldo del suo corpo. Eravamo uniti indissolubilmente. La sua bocca cominciò a sfiorare le mie labbra, poi tutto il resto. Continuavamo a stringerci forte e trasmetterci il nostro calore, la nostra voglia di noi; cominciò a soffiarmi delicatamente sul mio amore in fiamme per raffreddarmi; era meglio di tutto l’amore che avevo mai provato. Ci addormentammo senza che le nostre nudità ci portassero a scadere nel sesso violento. Non c’era stata nessuna penetrazione ma ero felice come se avessi fatto ore e ore di sesso sfrenato. Ci alzammo dal letto solo per mangiare quelle poche cose che avevo preparato, bevemmo un vino dolcissimo e tornammo al letto a concentrarci solo sui nostri corpi. Eravamo due lussuriosi, amavamo talmente tanto il sesso che volevamo allungare l’attesa della nostra unione ancora per una notte. Abbracciati ed eccitati ma senza scopare. Potevamo restare così in eterno, saremo stati bene e nessuno ci avrebbe disturbato, avremo vissuto incastonati l’un l’altro per il resto dei nostri giorni e saremo stati liberi da noi ma eternamente insieme e schiavi.
Ero felicissima ma dentro di me qualcosa si muoveva.
Luja
Luja85 alle ore
15:48 | |
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domenica, 11 gennaio 2009
Luja85 alle ore
17:18 | |
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DI NUOVO SEVIZIATA
Ero stata di nuovo seviziata. Non credevo al suo racconto. La mia anima in subbuglio era stata scoperta e tirata fuori dal mio corpo e stava piangendo. Il mio essere, me stessa, messo alla luce del sole e alla disperata ricerca di aiuto. Ero riuscita a far venir fuori il mio segreto con una facilità disarmante e ci era riuscito un uomo, Paolo, uno psicologo, uno stronzo.
Dopo il pianto, quasi un sorriso sulle mie labbra; quei brutti ricordi che annebbiavano il mio essere, le mie paure, le mie solitudini, i miei bisogni, quasi erano dissolte al sole di un pomeriggio tenue che stava morendo piano. Guardai dalla finestra e mi sembrò di vedere solo ombre di persone, tutte sole come me e ne fui felice, felice di non essere l’unica ad esser sola in questo città, tra questi portici, tra queste piazze. La voglia di camminare fu tanta. Decisi di uscire.
Bologna a quell’ora era magnifica. Il sole che scemava piano e arrossava i colli lontani sembrava anch’esso un colle rosso che sovrastava tutti gli altri; le persone camminavano lente e cercavano di tornare a casa dove l’aspettava qualcuno; le macchine, gli autobus, i taxi, le bici, sembravano aver trovato pace dalla frenesia di un lunedì lavorativo ed ora, calme, percorrevano quei viali come una zattera naviga un fiume; l’aria calda rischiarata dal vento leggero mi dava sicurezza; tutto intorno a me mi sorrideva ed io, stavo un po’ meglio.
Decisi di sedermi su una panchina. Il mio lavoro era diventato sempre meno indispensabile. Dovevo mettere le mie emozioni per iscritto così presi un quaderno e una penna, buttai giù un sorso alcolico di una birra comprata per strada e scrissi, scrissi tanto.
“Trovarsi qui, tra bicchieri e fogli di carta, tazzine di caffè svuotate, un giorno come tanti, tra i ricordi che non accennano a sparire. Un'altra sorsata per restare sveglia , per non morire oggi, per ricordarmi che il mattino arriverà, anche per me, come sempre, domani mattina.
Sono i pensieri di una puttana del sesso che si perdono attraverso le fluide immagini disperse di un oggi che muore piano.
Una puttana del sesso, l’unica, che cerca l’amore, il piacere della carezza che solo un uomo riesce a dare, che cerca sicurezza ma, come sempre, trova solo il sesso: selvaggio, pigro, armonioso, statico, virtuoso, sicuro, perfetto, di una notte sola o poco di più.
Sono l’unica ad esser sola in compagnia, una puttana pigra che non cerca il sesso ma lo trova ovunque, anche dove non vuole.
Questa sera dormirò da sola, per riposare il fisico dai continui piaceri che soddisfano solo il corpo, un ora o poco più; questa sera resterò a pensare tra le coperte, resterò a sognare una mano che mi accarezza il volto e mi sposta i capelli più in là; questa sera sarà l’unica sera in cui non penserò che a te, te che mi cammini già troppo lontano. Te, Paolo, che sei fugace come un sogno. Te, Elena, mia figlia, che quasi non esisti.
Un bacio mai dato, una carezza innocente, un silenzio nel rumore che mi accompagna; una vita intera in un istante, mentre il corpo si muove su di un corpo che non conosce: lento, armonioso, virtuoso, innocente, trasgressivo e per sempre, un corpo che mi sembra uguale al mio, solo un po’ più interessante. Nessuno mi trova, anche se io non mi nascondo; nessuno che mi cerca e nessuno che mi sveste per davvero; nessuno che finge su di me anche se io, fingo continuamente.
Datemi qualcosa di vero e saprò che farne, ma ora, tra finzioni, vi so solo dare altre inutili menzogne.”
Maria, una puttana
Un giorno come tanti, tra i ricordi che non accennano a sparire
Luja
Luja85 alle ore
17:06 | |
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Luja85 alle ore
22:42 | |
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